(Red) – Dopo la lettera di Nicola Corrado, esponente nazionale del PD, che ha letteralmente silurato Vicinanza e la Sua amministrazione, è arrivato il “De profundis” dell’euro-parlamentare, consigliere comunale a Palazzo Farnese, Sandro Ruotolo il quale ha letteralmente “sbriciolato” anche la più piccola speranza di Vicinanza di poter tenere acceso il lumicino del “potere” sulla poltrona più alta della città. E’ chiaro ormai che, in questo particolare momento, le strategie di potere del partito di maggioranza relativa della coalizione di CSX sono decollate e che, suo malgrado, Vicinanza è ormai pronto per essere immolato (o rosolato) sull’altare delle esigenze di un partito che preferirebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale nella speranza, ipotesi molto improbabile, che l’arrivo del Commissario Prefettizio possa scongiurare altre opzioni(scioglimento per infiltrazioni camorristiche) al fine di poter ritornare, piuttosto, al voto nell’autunno del prossimo anno cavandosela, così come accadde nel 2010, solo con una decina di prescrizioni della Prefettura di Napoli. Questo indecente disegno, a nostro modesto avviso, sembra molto difficile da realizzare proprio per le condizioni in cui si ritrova questa amministrazione alla luce di quanto va emergendo dalle indagini della Procura napoletana, condizioni che, a differenza della precedente esperienza amministrativa dalla quale non emerse alcuna collusione né atto amministrativo mirato a favorire l’infiltrazione della camorra, presentano connotazioni molto diverse anche rispetto al condizionamento del voto espresso(nel 2024) da alcuni strati della cittadinanza.

A tal uopo, ed in risposta alle argomentazioni di Ruotolo, il leader dell’opposizione di CDX, Mario D’Apuzzo, ha scritto:   “La lettera dell’on. Sandro Ruotolo al sindaco Vicinanza sta suscitando clamore. Ma, proprio perché indirizzata alla città, merita una risposta sincera e altrettanto pubblica. Vi sono infatti passaggi non solo politicamente discutibili, ma indegni della storia e del ruolo di chi oggi si presenta come custode della legalità e della trasparenza, apparendo invece come il comandante che abbandona la nave alla prima falla, nell’illusione di mettersi in salvo mentre la città affonda. L’onorevole Ruotolo conosceva perfettamente la realtà di Castellammare: i rischi, le fragilità, le zone d’ombra. Conosceva bene ciò che avrebbe prodotto l’ammucchiata elettorale costruita per vincere a ogni costo. A dirlo non sono io, ma una nota e corposa ordinanza cautelare che aveva già messo in guardia tutti, richiamando criticità, rapporti, precedenti e sentenze che avrebbero imposto a qualunque forza responsabile un innalzamento significativo del livello di prudenza. Eppure nessuno, nel PD, applicò quel principio elementare per cui, quanto più è fragile il contesto, tanto maggiore dev’essere il rigore nella selezione delle liste. A non volerlo attuare non è stato qualcun altro: sono stati proprio coloro che oggi alimentano il bagaglio di conoscenze sulla nostra città dell’onorevole Ruotolo. Lo stesso dirigente nazionale, Nicola Corrado, che oggi invita a non minimizzare, fu il primo a proporre, in un articolo dell’aprile 2024, di “serrare i ranghi” contro il “finto civismo”. Parole che suonano paradossali se si considera che il campo largo di Vicinanza si reggeva su una miriade di liste civiche, tanto numerose da renderne difficile persino la memoria. È dunque legittimo domandarsi se non ci si trovi di fronte a un’operazione politica interna al PD, finalizzata a deresponsabilizzare qualcuno che ambisce a un ruolo da protagonista nelle prossime elezioni. Lo facciano pure, se lo ritengono opportuno, ma non a danno della città, che non può essere trasformata nel terreno di scontro per la regolazione di conti di partito. Ed è talmente evidente quanto affermo che basta leggere con attenzione la lettera per cogliere i toni propagandistici e autocelebrativi con cui il parlamentare europeo affronta questioni che altri avevano sollevato già da tempo. Sul tema dei rifiuti, ad esempio, non vi è un solo elemento, nel suo intervento in Consiglio comunale, che la Commissione Speciale Rifiuti non avesse già messo in luce, e con maggiore puntualità. La Commissione ha denunciato irregolarità, ritardi, inadempienze; e nonostante ciò, nulla lascia pensare che la situazione sia migliorata, né risulta un ulteriore e concreto interessamento dello stesso parlamentare europeo rispetto all’evoluzione di tali criticità.  Il clima ostile generatosi attorno a questi temi ne è la prova più chiara: dopo aver sollevato questioni rilevanti, sono stato costretto ad attendere per oltre trentacinque minuti fuori dalla stanza del dirigente senza essere ricevuto. Non diversa è stata la sorte dei lavoratori che hanno denunciato irregolarità chiedendo protezione all’amministrazione: sospesi senza stipendio, umiliati, perfino licenziati. Chiedo dunque al deputato europeo cosa sappia delle sanzioni mai applicate, del canone per l’ammortamento degli automezzi mai ridotto in proporzione ai mezzi mancanti, delle penalità mai comminate per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata. Nella sua lettera, l’onorevole Ruotolo rivendica di aver richiesto l’istituzione di una Commissione sugli affidamenti diretti. Ma quella richiesta fu timida, tardiva e politicamente irrilevante. Timida perché formulata con toni dimessi, quasi per non disturbare la maggioranza. Tardiva perché gli affidamenti diretti erano già da tempo la norma. E irrilevante perché nessuno, nel PD, volle davvero sostenerla: aprire quel capitolo avrebbe significato mettere mano a contraddizioni e opacità interne alla stessa coalizione di governo. Se davvero ci credeva, perché non ha insistito? Perché non ha denunciato pubblicamente il rifiuto della maggioranza? Perché ha lasciato trascorrere mesi di affidamenti senza intervenire? A giudicare da ciò che emerge, quella richiesta sembra più una postilla a tutela personale che un genuino atto politico. E soprattutto, mentre lui taceva, noi dell’opposizione denunciavamo che gli affidamenti diretti stavano diventando la regola strutturale dell’amministrazione. Io non mi unisco al coro di chi abbandona Vicinanza soltanto ora, perché il vento è cambiato. Ho contrastato Vicinanza dal primo minuto, denunciando l’errore e l’orrore del campo largo e della coalizione elefantiaca costruita per vincere a prescindere. Ma oggi è politicamente imbarazzante assistere al tentativo, da parte di chi quella coalizione l’ha voluta e difesa, di rifarsi una verginità morale sulla pelle della città. Castellammare non è un laboratorio politico né un patibolo su cui sacrificare un sindaco per assolvere altri da responsabilità che non sono solo sue. E allora, caro Ruotolo, se davvero ritiene che questa esperienza amministrativa sia giunta al capolinea, se ritiene che il voto sia stato inquinato e che il quadro politico e morale del Consiglio sia compromesso, la coerenza impone una scelta chiara. Non chieda al Sindaco di dimettersi, perché sarebbe troppo semplice attribuire a uno solo responsabilità che sono diffuse e condivise. La giunta Vicinanza nasce da un impianto che il PD ha voluto, costruito, sostenuto e difeso. Per questo, caro Ruotolo, se vuole davvero segnare un cambio di passo, dare prova di serietà e offrire un segnale autentico alla città, non invochi il passo indietro del solo sindaco: inviti l’intera maggioranza a dimettersi e lo faccia a partire da sé, come gesto di responsabilità e non come formula retorica. Un atto del genere, netto e trasparente, avrebbe almeno il merito di sottrarre Castellammare alle logiche di sopravvivenza di partito e restituire ai cittadini la sensazione che qualcuno abbia finalmente deciso di assumersi il peso delle proprie scelte.”

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