(Vercingetorige) – Appena qualche giorno fa Roberto Elefante, ex Presidente del Consiglio Comunale sciolto per “Infiltrazioni Camorristiche”, ha convocato una conferenza stampa per rispondere, a suo modo, a quanto è emerso dalla relazione della Commissione di Accesso, ed alle motivazioni legate allo scioglimento dell’Amministrazione Vicinanza, che in questi giorni gira per i bar, circoli e barberie dell’intero comprensorio dell’hinterland stabiese. Al tavolo della “presidenza”, si fa per dire, erano seduti, oltre allo stesso Elefante, l’ex sindaco Vicinanza, l’ex consigliera Giusy Amato e l’ex assessore vicesindaco Peppe Di Capua, tutti defenestrati da Palazzo Farnese in ottemperanza al provvedimento del CdM che ha decretato lo “Scioglimento per Infiltrazioni mafiose” all’interno dell’apparato amministrativo stabiese. Infatti, il padrone di casa, prendendo la parola, ha dato il via alla “Sua conferenza stampa” puntando direttamente al sodo e, senza fronzoli, spiegando che il fine della convocazione di questo evento mirava a recuperare la credibilità(personale e politica) minata da una “ipotetica” relazione, redatta dalla Commissione di Accesso, che suo avviso avrebbe infamato tutti i componenti del disciolto Consiglio Comunale. Un intervento di “pancia” attraverso il quale, l’ex presidente del Consiglio arrampicandosi sugli specchi, ha tentato di rispondere alla stampa, oltre che agli ex Consiglieri presenti in sala, relativamente alla sua posizione ricostruita, attraverso una fitta e corposa scheda personale, dai Commissari inviati dalla Prefettura di Napoli. Una passerella che, al netto delle “lamentazioni di rito”, è servita a ben poco ed è risultata per nulla funzionale allo scopo per il quale l’ex presidente, dell’assise sciolta per infiltrazioni, aveva inteso perseguire. Forse Elefante non immagina il percorso giudiziario che dovrà affrontare per “tentare” di recuperare almeno una parte della dignità e della credibilità che legittimamente rivendica con tanta forza e determinazione. Del resto basterebbe guardare quello che è accaduto nel 2022, lo scioglimento dell’Amministrazione di CDX, cercando di ricordare anche quello che scriveva sui social, pubblicando post cattivi e offensivi per attaccare politicamente i politici citati in quella relazione i quali hanno sostenuto ben tre gradi di giudizio civile, e due amministrativi ( prima al Tar di Roma, e poi al Consiglio di Stato, la cui sentenza è peraltro indicata in tutte le banche giurisprudenziali in quanto ha costituito un precedente per tutte le statuizioni giurisprudenziali successive). E solo all’esito del complesso iter giudiziario, gli ex amministratori di CDX sono stati assolti da tutte le ipotesi degli eventuali elementi indiziari ascritti, tranne che veder confermato “il solo scioglimento” sulla scorta dell’infallibile e magica formula del “PIU’ PROBABILE CHE NON”. E pertanto, “ la relazione della prefettura di Napoli, del gennaio 2022, non avendo potuto dimostrare la volontà certa degli amministratori di favorire l’infiltrazione della camorra, ne indirizzò la lettura sulla base di una ‘politicamente manipolata ricostruzione’ logico-probabilistica, motivo per cui i condizionamenti furono ritenuti, dal Tar Lazio, più probabili che esenti da interferenze malavitose.” In conseguenza di questo recentissimo precedente, l’ex presidente del Consiglio, sciolto per infiltrazioni camorristiche, ha commesso (a parere di chi scrive) una serie di errori che, sulla scorta della manifestata impulsività, lo hanno collocato in una posizione molto delicata, sia sul piano personale che su quello politico. La fretta gioca brutti scherzi, direbbe il proverbio. Elefante ne avrà di tempo per poter parlare e, considerato che saranno proposti per l’incandidabilità, è il caso che si prepari per il momento in cui comparirà davanti alla Collegio del Tribunale per dimostrare, così come è accaduto per i precedenti ex-amministratori, la sua estraneità ai fatti addebitati.

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