​(Vercingetorige) – Leggere le esternazioni dell’ex assessore Giuseppe Guida non ha lasciato sorpreso nessuno, semmai confermano quel tratto distintivo che ha marchiato a fuoco l’esperienza dell’amministrazione Vicinanza: un’incommensurabile protervia intrisa di supponenza e avulsa dalla realtà.

​Dopo ben due anni di immobilismo totale, conditi da una incapacità gestionale che rasenta l’incompetenza pura, gli stabiesi hanno dovuto assistere all’ennesimo sfogo isterico a mezzo stampa che, in situazioni diverse, avrebbe fatto quasi sorridere. Un vero e proprio delirio di autocompiacimento in cui l’ex assessore definisce “riformisti”, l’ex compagine di governo della città, rifugiandosi dietro concetti filosofico-sociologici pur di non fare i conti con la vera e dura realtà dei fatti: e cioè che questa giunta non ha lasciato nessuna eredità, ha lasciato solo macerie.

Un Bilancio Amministrativo Fallimentare: Dove Sono i Fatti?

​L’ex assessore parla di rinascita “interrotta”, ma dimentica di dire alla città quali sarebbero state le grandi opere nate dal suo “instancabile lavoro”. La risposta è semplice: nessuna.

Tutto ciò che questa amministrazione ha riesaminato, tagliato o inaugurato in pompa magna non era altro che il frutto del diligente lavoro dell’amministrazione precedente, che aveva intercettato, progettato e garantito le coperture dei fondi PNRR.

​Dove sono finite le capacità di pianificazione di questa Giunta? Parliamo dei disastri veri, quelli firmati dall’inerzia:

15 milioni di euro persi per la riqualificazione del rione Savorito.

​Il Piano Urbanistico Comunale (PUC), già adottato nel 2022, lasciato marcire nei cassetti invece di essere portato all’approvazione.

​Il progetto di recupero delle Antiche Terme di Stabia, pronto e finanziato per 12 milioni di euro grazie al lavoro di chi c’era prima, del tutto paralizzato e dimenticato, con il serio rischio di perdere il prezioso finanziamento.

​Lo stravolgimento cieco del programma di recupero del Centro Antico.

​La totale incapacità di intercettare un solo nuovo bando per i fondi strutturali.

​Se questo è il “riformismo”, Castellammare ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Affidamenti Diretti e “Commissariamento Sociologico”: Il Gioco Ipocrita del Vittimismo.

​Arrivare a definire l’intervento dello Stato un “commissariamento sociologico” rappresenta non solo un atto di irriverente supponenza verso le Istituzioni, ma il tentativo maldestro di distogliere l’attenzione dal nodo centrale.

Di quale “sistema” parla Guida? Trattasi per caso degli oltre 20 milioni di euro in affidamenti diretti elargiti in totale dispregio delle normative del Codice degli Appalti? Un vortice di incarichi con una gestione dissennata e contorta su cui questa amministrazione ha scientemente scelto di non vigilare, di non controllare e di non delineare alcun argine, trasformandosi, in tal modo, da potenziale controllore a complice colpevole. È questo il “comodo sistema” a cui la Commissione Prefettizia ha dovuto porre fine?

​Se l’ex assessore ritiene di essere stato vittima di un sopruso, azionasse i meccanismi necessari per promuovere i ricorsi nelle sedi opportune invece di esibirsi in superflue sceneggiate mediatiche.

Maledizioni, Progetti Fantasma e Omertà Istituzionale

​Tra le perle di questo sfogo rancoroso spiccano, e non poteva essere altrimenti, le furibonde accuse contro “sfrantummati che campano di politica”, “attori sciasciani” e “imprenditori/prenditori”.

​A questo punto una domanda sorge spontanea ed esige risposta immediata:

Se l’ex assessore era a conoscenza di illeciti, di patti col diavolo, di imprenditori con interessi privati speculativi e di “progetti LOTTIZZATI e già assegnati a chissà chi”, perché non ha denunciato tutto immediatamente alla Procura della Repubblica?

​E dove sono finiti il senso delle istituzioni con la tanto invocata e declamata legalità? Tacere quando si occupa un ruolo pubblico per poi stracciarsi le vesti a mezzo stampa ad addio consumato non è un atto di coraggio: è ipocrisia allo stato puro.

​”100 Visioni”: Dalle Aule della Facoltà al Nulla della Città

​Infine, l’ex assessore nella sua pugnace narrazione, ha riferito delle “100 visioni e dei 100 futuri possibili” disegnati, e immaginati, dagli studenti del suo corso universitario in sinergia con le sue collaboratrici. Una fotografia patetica: e mentre Castellammare sprofondava nel più profondo degrado, nell’inerzia burocratica e nella perdita di finanziamenti milionari, in giunta ci si trastullava con inutili quanto futili esercitazioni accademiche.

​Castellammare non aveva, e non ha, bisogno di 100 plastici da laboratorio o di concetti astratti; aveva, ed ha, bisogno di Amministratori capaci, di atti concreti, di trasparenza e, soprattutto, di cantieri aperti.

​Meno slogan propagandistici, meno arroganza accademica e più rispetto per i cittadini e delle loro molteplici esigenze. La città non è stata fermata sul più bello caro Professore: è stata finalmente liberata da una stagione di “sottovuoto” spinto, arroganza responsabile del totale fallimento gestionale e amministrativo. Altro che Post Fata Resurgo: prima di risorgere, Castellammare dovrà liberarsi dalle “macerie amministrative” che la Giunta Vicinanza ha lasciato alle sue spalle. Uno “Shatush” evidentemente mal riuscito! E chest’è!

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