(Red) – Considerato che moltissimi cittadini stabiesi non conoscono le dinamiche di alcune sigle di cui si parla molto in questo periodo tipo quella del PUC, nel caso di specie, che tante polemiche sta ingenerando da giorni, la nostra redazione ha pensato bene di cimentarsi nel tentativo di spiegare in maniera sintetica di cosa si parla al solo fine di mettere a disposizione, dell’intera cittadinanza, un momento di riflessione, anche se molto stringata, tesa a favorire la comprensione di una materia molto ostica auspicando di aiutare a comprendere l’importanza che questo tema assume per la città di Castellammare e dei suoi cittadini.

Questo tentativo lo riproponiamo, all’attenzione degli stabiesi, attraverso una sintesi chiara e schematica del documento che l’Amministrazione Cimmino aveva adottato nel 2022 che, a nostro avviso, rappresenta un atto qualificato e codificato quale preliminare di indirizzo per avviare le fasi procedurali del modello di “Governance” nel processo di sviluppo della Città di Castellammare di Stabia sulla scorta del quale fu elaborata l’adozione del PUC.

Questa la sintesi del Documento – “Relazione – Obiettivi, Strategie e Priorità del Piano”:

Visione generale

Il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Castellammare di Stabia si fonda su una strategia integrata volta a valorizzare le risorse del territorio (ambientali, culturali, sociali, economiche e urbane) per promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e duraturo della città.

L’obiettivo è costruire una “città nuova, attrattiva, vivibile, sicura ed efficiente”, inserita in una visione metropolitana più ampia.

1. Costruzione del quadro conoscitivo

Punto di partenza: analisi approfondita dei sistemi:

Ambientale

Insediativo e infrastrutturale

Socio-economico

Attività principali:

Analisi dello stato di fatto e dei livelli di qualità.

Studio delle dinamiche e dei programmi già in corso.

Individuazione di criticità, potenzialità e vincoli.

Finalità: mettere in rete tutte le risorse e creare sinergie operative.

2. Obiettivi strategici

Costituiti da tre linee guida fondamentali:

a) Castellammare città attrattiva

Rafforzare il ruolo turistico, culturale e commerciale.

Riequilibrare centro e periferia, rigenerare aree degradate.

Valorizzare identità storiche e quartieri.

Migliorare la mobilità pubblica e privata.

Potenziare la sicurezza urbana come leva per lo sviluppo economico.

Recuperare e mettere in rete il patrimonio artistico, culturale e archeologico.

b) Castellammare città vivibile

Promuovere sostenibilità ambientale e qualità urbana.

Tutelare il paesaggio e il verde pubblico come elemento centrale della vita cittadina.

Riqualificare aree degradate o dismesse.

Favorire il risparmio energetico e l’uso di energie rinnovabili.

Migliorare la gestione dei rifiuti e dell’acqua.

Applicare politiche coerenti con gli obiettivi UE “20-20-2020”.

c) Castellammare città efficiente

Offrire servizi di qualità e inclusivi.

Migliorare spazi pubblici e infrastrutture di base (fognature, acquedotto, igiene).

Favorire la sussidiarietà nei servizi privati di interesse pubblico.

Potenziare servizi per infanzia, disabili e fasce deboli.

Superare barriere architettoniche e culturali.

Promuovere manutenzione urbana e pulizia.

3. Metodo e partecipazione

Il Piano si fonda su:

Ascolto dei cittadini e degli stakeholder locali [ossia qualsiasi individuo, gruppo di persone o organizzazione (indipendentemente, in quest’ultimo caso, dalla sua natura profit o no profit) che nutra un qualche tipo di interesse verso un progetto o verso gli obiettivi di business che un’azienda persegue e il modo in cui lo fa].

Partecipazione e amministrazione condivisa.

Visione a lungo termine (20 anni), con tappe operative quinquennali.

Coordinamento con le trasformazioni già avviate e progetti in corso.

4. Integrazione con altri strumenti di pianificazione

Il PUC è coordinato con:

Documento di Orientamento Strategico (DOS) approvato nel 2019.

Piano Territoriale Regionale (PTR) e Piano della Città Metropolitana (PCTP).

Programmi europei e nazionali come  PNRR -PO FESR Campania 2014–2020, PICS, Grande Progetto Pompei, ZES.

Obiettivo: creare un sistema coerente di politiche territoriali che unisca sviluppo economico, rigenerazione urbana e qualità della vita.

5. Strumenti operativi: i “Nodi Urbani”

Il territorio sarà articolato in Nodi Urbani, cioè aree strategiche di trasformazione caratterizzate da:

Identità storica e socio-culturale.

Risorse turistiche, produttive e culturali.

Presenza di aree dismesse o in riuso.

Potenzialità di fungere da nuove centralità urbane.

Per ogni Nodo Urbano sarà redatto un Programma di Mutamento Strategico (PMS), comprendente:

Inquadramento strategico e riconnessione funzionale con la città.

Progetto urbano di riqualificazione e partecipazione pubblica.

Piano della mobilità sostenibile e accessibilità.

Programma di rivitalizzazione economica e attrazione di investimenti.

6. Obiettivi di fondo del Piano

Riqualificare e riusare l’esistente, limitando nuove espansioni.

Promuovere coesione territoriale e sociale.

Migliorare la qualità ambientale e la sicurezza.

Stimolare “buone pratiche” e sinergie pubblico-private.

Fare di Castellammare una città moderna, sostenibile e competitiva.

In sintesi

Il documento delinea un piano di rigenerazione integrata basato su:

Partecipazione, sostenibilità, inclusione e valorizzazione delle identità locali.

Lo scopo finale di questo PUC è quello di costruire una visione condivisa di futuro per Castellammare di Stabia, capace di coniugare bellezza, efficienza e sviluppo economico sostenibile. A nostro modesto avviso, la pianificazione urbanistica dovrebbe tener conto delle esigenze di una popolazione che oggi  esige risposte sulle abitazioni e sulla possibilità di aprire nuove attività commerciali, opportunità che in entrambi i casi allo stato attuale è impossibile realizzare. Castellammare di Stabia è stata paralizzata dal P.U.T. Legge Regionale n. 35/87 e se non si interviene per modificare la vigente L.R. lo sviluppo non potrà mai diventare possibile. Tutte le Leggi Statali e Regionali vengono regolarmente applicate e rispettate in tutti i circa 8000 comuni italiani, tranne rarissime eccezioni, e Castellammare di Stabia e Sorrento rappresentano questa riduttiva eccezione. Il PUC se dovesse essere approvato senza tener conto di questi bisogni primari, sarà un atto importante per la città ma poco utile per soddisfare queste ultime due esigenze. In questo caso non abbiamo il diritto di lamentarci se i giovani vanno via, perché la pianificazione urbanistica non dà alcuna risposta ai giovani. E come è noto, una popolazione senza giovani è una popolazione che invecchia, infatti proprio grazie alla politica urbanistica degli ultimi 40 anni il risultato è che gli over 65  hanno superato, e di gran lunga, il numero dei ragazzi da 0-14 anni. Le ripercussioni di tutto ciò ricadranno sulle scuole, sul commercio e sull’assistenza sanitaria.

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