(Red) – Fuoco e fiamme ieri al comune di Castellammare. Infatti, mentre era in corso una riunione della Commissione Urbanistica e LL.PP., il Presidente della Commissione Nello Cuomo, nel corso dei lavori ed avendo abbandonato temporaneamente la riunione per motivi fisologici, al suo ritorno in aula ha improvvisamente comunicato ai membri presenti di dover concludere i lavori per sopraggiunte esigenze di carattere personale. Pertanto, alla luce di questa motivazione i lavori venivano sospesi e tutti i componenti si sono organizzati per tornare alle proprie attività personali. E sin qui nulla osta! Tranne il fatto che il Presidente, concludendo la riunione in corso presso la casa comunale, abbia inteso abbandonare i lavori della Commissione per partecipare ad un incontro, convocato nella stanza di Vicinanza, con due noti tecnici stabiesi, al fine di confrontarsi, secondo quanto si vocifera, sulla questione di un PUC che, dall’avvento di Vicinanza, è rimasto al palo da ormai tre anni e oltre ingessando le attività di ripartenza di una città priva di “regole certe” per promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile per la comunità . Questa “soffiata”, ricevuta dalle opposizioni, è risultata tanto fatale per il CSX ma tanto invitante per le opposizioni che, al netto di una “Melassa” bruna, vischiosa e figlia di una “Kultura dell’esercizio del Potere” ormai stantia, hanno redatto e diramato il duro documento che segue:

“Ciò che è accaduto stamattina all’interno del Comune di Castellammare di Stabia va ben oltre l’imbarazzo politico: è un fatto che rasenta l’illegalità e getta una luce sinistra sul modo in cui questa amministrazione intende governare la città.

Nel corso di una seduta della Commissione consiliare Urbanistica, il presidente Nello Cuomo ha disposto, ad un certo punto,   la chiusura dei lavori, adducendo motivazioni “improrogabili” e del tutto vaghe tali da lasciare di stucco anche i consiglieri di maggioranza Fiorenza ed Apuzzo.

Pochi minuti dopo, si è scoperto che, a porte chiuse, al piano inferiore del Palazzo comunale, era in corso una riunione tra lo stesso presidente Cuomo, il Presidente del Consiglio comunale, l’Assessore all’Urbanistica, il Dirigente del settore con un proprio funzionario, e due tecnici professionisti ben noti in città, per discutere delle modalità di progettazione del nuovo PUC.

Ciò che desta ancor maggiore sconcerto è che, per quanto è dato sapere, non risulta formalizzato alcun incarico esterno a tali professionisti, i quali tuttavia erano presenti e partecipi del riservatissimo consesso, alimentando più che legittime perplessità sulla ragione e sulla legittimità della loro presenza e il fatto che mettessero il naso in atti che dovrebbero come minimo  assistiti da riservatezza.  Una circostanza tanto più grave e incomprensibile se si considera che noi consiglieri comunali, rappresentanti eletti dai cittadini con regolare mandato democratico, siamo stati tenuti completamente all’oscuro di quanto stava accadendo.

È l’ennesimo episodio che conferma come il centrosinistra stabiese abbia smarrito ogni senso della misura, del rispetto istituzionale e della trasparenza.

Un incontro carbonaro, tenuto lontano dagli occhi della città e dei suoi rappresentanti, che viola lo spirito e la funzione stessa della Commissione Urbanistica, organo deputato proprio alla discussione pubblica e partecipata delle scelte in materia di pianificazione del territorio.

Di fronte a una simile condotta, non bastano scuse o spiegazioni tardive: occorrono atti concreti di responsabilità.

Il presidente della Commissione Urbanistica, Nello Cuomo, con il suo comportamento ha dimostrato di non essere in grado di garantire alla minoranza il diritto alla partecipazione e alla conoscenza, né di assicurare quella trasparenza che, dopo tutto ciò che è accaduto e sta accadendo a Castellammare, dovrebbe essere il primo dovere morale e politico di chi amministra.

Per questo lo invitiamo, senza giri di parole, a rassegnare immediatamente le dimissioni.

Le sue dimissioni sarebbero un atto dovuto, non solo verso il Consiglio comunale, ma verso una città stanca di giochi di palazzo e di riunioni riservate.

E, per le stesse ragioni, le sue dimissioni dovrebbero essere seguite da quelle del Presidente del Consiglio comunale, che di quella riunione ha fatto parte e che, con il suo silenzio, si è reso corresponsabile di un gesto politicamente indegno.

Il PUC non è — e non deve mai diventare — “Cosa Vostra”.

Non appartiene alla maggioranza, né a due tecnici “amici”, né a chi pensa di poter piegare la pianificazione urbanistica ai propri equilibri di potere.

Il PUC appartiene a Castellammare, ai suoi cittadini, e deve essere discusso alla luce del sole, nelle sedi istituzionali e con la partecipazione di tutti”.

Chi erano i misteriosi interlocutori tecnici presenti a questa improvvisata, quanto segreta, riunione che si è svolta nelle stanze di Palazzo Farnese? Ah Saperlo!

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