(Red) – Dopo circa 12 giorni, trascorsi dalle dimissioni rassegnate dall’ex-consigliere di “Noi x Stabia”, Nino Di Maio ha inviato una nuova missiva alla nostra redazione che, dopo averne valutato alcuni spunti molto interessanti, ha deciso di pubblicarla integralmente così come di seguito:

“Mi sono dimesso da Consigliere comunale di Castellammare di Stabia pur non essendo destinatario di alcuna indagine, di alcun avviso di garanzia, di alcuna contestazione. L’ho fatto non per necessità, ma per scelta, assumendomi una responsabilità che altri hanno preferito evitare. Negli atti non c’è il mio nome. Non c’è mai stato. Esiste soltanto una proroga di indagini, peraltro scaduta, riferita a miei familiari. E tanto è bastato.

È bastato per costruire un processo politico sommario, alimentato da sospetti, insinuazioni e da un clima da caccia alle streghe nel quale la presunzione di innocenza diventa un fastidio e il garantismo un lusso da esibire solo quando conviene. In questo contesto ha trovato terreno fertile l’illazione lanciata dal cosiddetto Osservatorio anticamorra, trasformata senza alcuna verifica in una verità politicamente spendibile. E come non richiamare la storia di taluni sodali, la cui storia personale e familiare è  stata, ed è tutt’ora, all’attenzione dell’autorità giudiziaria per fatti gravissimi. Mi sono dimesso per evitare che un’intera comunità politica venisse trascinata nel fango. Non per difendere me stesso, ma per proteggere chi con me ha condiviso anni di impegno vero, alla luce del sole. Ho pagato un prezzo politico che non dovevo, per impedire che altri si nascondessero dietro comode semplificazioni. Io personalmente sono stato indicato quale intercettore di un consenso “opaco”, senza uno straccio di prova, senza un riscontro, senza rispetto. Una delegittimazione vile, costruita a tavolino, utile a riscrivere la realtà e a produrre un capro espiatorio spendibile nel dibattito pubblico trascinando anche la lista che da anni contribuisco ad animare, “Noi per Stabia”, in un tritacarne mediatico che non merita.

Il Sindaco, invece di esercitare prudenza, equilibrio e senso delle istituzioni, ha scelto la scorciatoia: una sentenza politica immediata, l’espulsione dal perimetro della maggioranza, la convinzione di aver così lavato via ogni ombra. È da chiedersi: ma le preferenze, quelle da me ottenute e che hanno consentito il raggiungimento del quorum alla lista, saranno utilizzate da questa maggioranza per sopravvivere? E le preferenze raccolte da altri candidati nelle zone più calde, leggasi anche quelle del neo consigliere subentrante, saranno accettate nel perimetro della maggioranza? Tutto ciò è la dimostrazione plastica di un principio inquietante: il garantismo vale solo finché non comporta un costo politico. Resta però una domanda semplice, che nessuno ha il coraggio di affrontare. Se i voti che ho raccolto sarebbero espressione di zone d’ombra, perché oggi quegli stessi voti, incassati altri, sono diventati improvvisamente accettabili? Le ombre spariscono con le dimissioni di un consigliere o si dissolvono per mera convenienza? Forse la risposta è più banale: la coerenza è sacrificabile, quando intralcia la sopravvivenza politica. E lo dico anche a chi ama travestirsi da investigatore morale. Uno “Sherlock Holmes” credibile, anche se porta i baffi invece della pipa, non indaga a comando, non sceglie i bersagli, non chiude gli occhi su ciò che disturba e non li spalanca solo su ciò che conviene colpire. Se davvero si vuole parlare di legalità, allora la si pratichi senza doppi standard. Si guardino tutti i fatti, non solo quelli utili. Si osservino anche i silenzi, le ambiguità, le connivenze mai nominate che da anni attraversano questa città e che troppi fingono di non vedere. Questo non è lo sfogo di chi è stato escluso. È una denuncia politica contro l’uso ipocrita della parola “legalità”, degradata da valore costituzionale a strumento di lotta interna”.

Una missiva che ci fa tornare indietro nel tempo, di appena 18 mesi fa circa, quando l’ex-Direttore gridava alla città che la #GrandeStabia non si sarebbe lasciata influenzare dalle superstizioni e nemmeno dalle “Forzature” che, all’epoca, avrebbero voluto fissare dei paletti, attraverso VETI per alcune liste ritenute poche gradite, al fine di evitare la cosrituzione di un CARROZZONE che alla fine ha imbarcato di tutto pur di vincere la consultazione elettorale. Oggi, a quanto pare, ha dato il via a vere e proprie epurazioni pur continuando ad utilizzare quei voti, ritenuti opachi, per mantenere salda e sicura la propria poltrona. E chest’è!

About The Author redstabiapolis

comments (0)

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>