(Red) – Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, il comunicato stampa dei consiglieri comunali di opposizione, D’Amora e Cimmino, che controreplicando alle astruse giustificazione di Vicinanza e sodali scrivono: “Nel leggere la replica dell’Amministrazione comunale alle osservazioni avanzate dai commercianti sugli eventi natalizi, riteniamo necessario fare alcune precisazioni.
Quando si afferma che il cartellone natalizio sia
stato concepito per rispondere alle esigenze dell’intera città, evidentemente si dimentica che anche le periferie
fanno parte a pieno titolo della città di Castellammare di Stabia.
Purtroppo, molti quartieri sono rimasti esclusi sia dagli eventi sia da una
programmazione adeguata, dando l’impressione di una città divisa tra zone di
serie A e zone di serie B.
Lo stesso vale
per la distribuzione delle luminarie natalizie, che appare tutt’altro che equa
e spesso legata alla presenza di consiglieri “di zona”,
piuttosto che a criteri oggettivi e di riequilibrio territoriale. Una scelta
che non risponde al principio di pari attenzione verso tutti i cittadini.
Si rivendica con orgoglio che le luminarie siano
state interamente sostenute dall’Amministrazione comunale. Bene. Tuttavia, il
problema non è solo chi sostiene i costi, ma anche la qualità del risultato,
che purtroppo risulta modesta e incapace di restituire decoro e atmosfera
natalizia alla città.
Particolarmente emblematica è la situazione della
Villa Comunale, spesso al buio e quasi completamente priva di eventi
significativi. Un luogo simbolo di Castellammare che avrebbe dovuto
rappresentare il cuore delle iniziative natalizie è stato invece
marginalizzato, senza una programmazione capace di attrarre cittadini, famiglie
e visitatori.
Castellammare ha già dimostrato in passato che
un’altra visione è possibile. Nel 2018, con il compianto assessore Lello
Radice, furono realizzati 22 eventi in un solo mese, con concerti gratuiti in
Villa Comunale di artisti come Sal Da Vinci ed Enzo Avitabile. Quella era una
programmazione inclusiva, capace di valorizzare l’intera città e di sostenere
realmente il commercio locale.
Il dialogo non può esaurirsi in tavoli permanenti o
comunicati formali: servono scelte concrete, qualità e una visione che non
lasci indietro nessun quartiere. È su questi aspetti che l’operato
dell’Amministrazione verrà valutato dai cittadini”.
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