(Red) – Sono trascorsi appena pochi giorni dall’ultima sentenza dei Giudici di Palazzo Spada, tanto attesa dagli ex-Amministratori stabiesi di CDX, in relazione alla vicenda di uno scioglimento motivato dal Tar Lazio attraverso la formula del “E’ più Probabile che NON”, che hanno reiterato, sottolineandolo in maniera decisa e Autorevole, che ” l’Amministrazione Cimmino NON HA mai tenuto e/o dato luogo a comportamenti concreti, univoci e rilevanti, sintomatici di collegamenti diretti con la criminalità o di forme di condizionamento della volontà dell’organo consiliare e che abbiano potuto compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione pubblica”. Alla luce di questo ennesimo positivo pronunciamento di Autorevoli Giudici, i partiti e le civiche di Cdx ( Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Stabia unica e Progetto Stabia) hanno diramato il seguente comunicato: “La Corte di Cassazione ha dato ragione a Fulvio Calì, annullando definitivamente il marchio d’incandidabilità e smascherando una narrazione costruita negli anni per demolire l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Gaetano Cimmino.
Una decisione che segna un punto fermo nella storia recente di Castellammare di Stabia, restituendo dignità a una figura che ha sempre rivendicato la propria correttezza e il proprio impegno istituzionale.
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso su tre punti fondamentali, chiarendo che dagli atti non emerge alcuna condotta del già vicesindaco e assessore all’Urbanistica che indichi inerzia nel ripristino della legalità o del buon andamento amministrativo.
Con questa sentenza, la giustizia fa ciò che la politica e la propaganda non hanno voluto fare: riconoscere la verità dei fatti.
Chi in questi anni ha speculato sullo scioglimento del Comune per trarne vantaggio politico, trasformando un atto ingiusto in un’arma di delegittimazione, oggi è costretto a fare i conti con una sentenza che spazza via insinuazioni e sospetti. Il marchio di presunta “inerzia” e “collusione” si rivela privo di fondamento.
Il verdetto della Cassazione non solo cancella ogni ombra sul nome di Fulvio Calì, ma riporta luce anche sul lavoro di un’intera amministrazione che ha operato con serietà e trasparenza.
In quattro anni di governo, l’amministrazione Cimmino aveva saputo intercettare e indirizzare decine di milioni di euro per progetti strategici destinati alla rinascita della città: opere pubbliche, riqualificazioni urbane, investimenti sulla mobilità, sul turismo e sulla valorizzazione del patrimonio culturale.
Oggi quei cantieri, quelle iniziative e quelle idee restano come testimonianza concreta di una stagione amministrativa che ha lavorato per costruire, non per distruggere.
La decisione della Suprema Corte chiude così una pagina segnata da strumentalizzazioni e menzogne, restituendo forza e credibilità a chi ha scelto di servire la città con onestà e competenza.
Il verdetto di Roma diventa un messaggio politico e civile: le campagne d’odio e le macchine del fango non possono sostituirsi alla giustizia.
È tempo di ridare spazio ai fatti, di riportare il dibattito pubblico sul terreno del merito e della responsabilità.
Castellammare, dopo anni di accuse e sospetti, può tornare a guardare avanti.
La verità ha vinto, e con essa torna l’onore di chi ha costruito con impegno e rispetto per le istituzioni.
Da qui si riparte: con la forza della verità, la dignità delle persone e la concretezza dei risultati”.
Forza Italia
Fratelli d’Italia
Lega
Stabia unica
Progetto Stabia







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