(Vercingetorige) – La straordinaria auto-proclamazione del sindaco Vicinanza, sul palcoscenico del teatro supercinema di qualche giorno fa, sarà ricordata per molto tempo in quanto si è conclusa con la celebre citazione di Kant: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

Vicinanza, cultore ed amante degli studi classici e filosofici, fece ricorso all’epitaffio scolpito sulla tomba di Kant che rappresenta  la conclusione de “La critica de la ragion pratica”.

E fu che a quel punto, schiettamente, che calò letteralmente il gelo nella sala, così come dimostrano le lacrime versate da qualche politicante stabiese presente in platea il quale, inteneritosi al sapere immenso del suo sindaco, fu costretto a tirar fuori il fazzoletto per asciugare quelle misurate gocce di lacrime uscite dai suoi indifesi e ingenui occhi.

Se il cielo stellato è quello dei riflettori del Supercinema e la legge morale è il monologo autoreferenziale di questo sindaco, allora non siamo più nella filosofia, ma nella celebrativa autobiografia mistica del potere.

Il sindaco, in quella sede, ha evocato il pensiero di un illustre per giustificare la sua “grandezza politica ed amministrativa” fatta di inaugurazioni di opere pensate, volute e messe in campo, da altri, anzi da coloro che “Vicikant” ebbe impropriamente a definire autori di un presunto sfasciume.

Ma se lo sfasciume significa creare, realizzare, innovare ottenendo milionari finanziamenti ai progetti, allora sarebbe opportuno e necessario che tutti gli amministratori si adoperino con impegno “per realizzare quel tipo di sfasciume”.

La città è con Vicinanza, il popolo e’ con vicikant, così come lo fu anche con altri amministratori sicuramente meno autorevoli di chi si è autoproclamato al di sopra di tutto e di tutti e che, probabilmente per mera convenienza a tutela della poltrona, asserisce di stare dalla parte delle forze dell’ordine con la Prefettura e con la Procura. Eppure, appena alcuni mesi fa, la posizione di Vicinanza era totalmente opposta a quella assunta in questo ultimo periodo. Indubitabilmente, non era ancora uscita l’intercettazione tra il consigliere Oscurato e il cassiere del clan Michele Abbruzzese, né tantomeno risultava indagato lo stesso ex-consigliere eletto, tra l’altro, tra le fila di Rialzati Stabia.

“Mi prendo la responsabilità di ciò che dico – affermò Vicinanza il 28 luglio scorso nel corso del consiglio comunale –  e sono sufficientemente adulto per prendermi la responsabilità di ciò che dico”. Rivolgendosi poi direttamente al consigliere in questione continuò dicendo: “ Il reato di parentela non è previsto dal nostro codice civile né tantomeno da quello penale, non è previsto caro consigliere Oscurato, per cui non c’è nessun reato che grava sulla tua testa. Tu siedi in questo Consiglio tranquillamente. E, d’altra parte, non esiste il reato di parentela né per le parentele larghe, né tanto meno per le parentele più strette”. Così parlò Vicikant, dichiarando in tal modo pubblicamente la Sua vicinanza al politico sotto la luce dei riflettori. Concetto giusto quanto inconfutabile, salvo poi fare macchina “indietro tutta” nella prima settimana del successivo mese di agosto 2025. Concludendo infine, il proprio ragionamento, con la vendita di progetti come la realizzazione delle scuole di Scanzano e di Postiglione, oltre al progetto del Savorito, esclusivamente realizzati, grazie al lavoro diligente e professionale, dagli amministratori della giunta Cimmino sciolta per presunte infiltrazioni camorristiche (accusa vacua e caduta nel vuoto a seguito di sentenze precise ed inoppugnabili) è veramente inaccettabile per chi, oggi, difendendo con i denti il proprio mandato e riconoscendo, seppur implicitamente, il ruolo Anticamorra che quella Amministrazione (ingiustamente sciolta) aveva svolto nel corso del proprio ineccepibile, quanto onesto e virtuoso percorso amministrativo. Inoltre, nel suo articolato, quanto contraddittorio, ragionamento, il sindaco peccò di un grave atto di omissione dimenticando (forse colpevolmente?) la “perdita” di circa 25 milioni per progetti già finanziati ed ottenuti sempre dalla tanto vituperata Amministrazione Cimmino.  Oggi la recita e’finita e le luci del supercinema sono calate signor sindaco, i Kompagni spettatori sono andati via, non le resta altro che “tornare a casa”, così come consigliato da Radici,  nel tentativo di restituire dignità, serietà e competenza al governo della città, prendendo buona nota della risolutiva disfatta del modello amministrativo del “dispotismo illuminato” che ha così “egregiamente” applicato e rappresentato. E chest’è!

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