(red) – Volano gli stracci in casa Pd, troppo poco è durata la “storia d’amore” tra il sindaco Vicinanza e i vertici DEM provinciali e regionali. Nemmeno 18 mesi è durata una storia che, all’apparenza, sembrava destinata a tagliare più nastri e lunghi traguardi invece è bastata una normale ordinanza della DDA sul clan D’Alessandro per determinare spaccature, fughe e prese di posizioni che, secondo i beni informati, avrebbero contribuito alla liquefazione di una coalizione eterogenea che pur di vincere la competizione comunale aveva imbarcato proprio di tutto.

Dopo le dimissioni di Nino Di Maio, al quale è subentrato per surroga Tina Somma, il consigliere Ruotolo ha alzato ulteriormente il tiro e, annunciando il suo voto “tecnico” al bilancio, ha preso le distanze da Vicinanza il quale, mentre “la sera è Vasciello e ‘a matina neanche Vuzzariell”, ne ha approfittato per far passare il bilancio di previsione 2026 e rinnegare, appena il giorno dopo il voto consiliare, l’impegno assunto per dimettersi dall’incarico di sindaco ottenuto anche attraverso i “buoni uffici” intrattenuti con l’ex-governatore campano e non sicuramente per meriti acquisiti sul campo. Un repentino cambiamento di rotta che ha stizzito, e non poco, il “Paladino della Legalità” il quale, a questo punto, ha deciso di dare una solenne lezione di etica politica al menefreghismo del suo competitor (in materia) Vicinanza rassegnando le proprie dimissioni dal Consiglio Comunale stabiese. Un gesto molto forte al quale, l’inesperto “politico” , ha risposto mettendola sul personale e nel vacuo tentativo di sminuire la valenza politica delle dimissioni dell’europarlamentare. Questo atteggiamento è servito solo per scatenare un vero e proprio putiferio, considerate le reazioni a tutti i livelli nel Partito Democratico, con bacchettate che sono arrivate “sfuse e a pacchetti” accompagnate dalla ciliegina finale delle dimissioni di Tuberosa da capogruppo consiliare del PD. Tanto, senza voler mettere nel conto il brindisi di fine anno, momento in cui la coalizione ha brindato con il redivivo Oscurato, e l’evento del Gender Reveal Party svoltosi a febbraio 2025, presumibilmente senza la necessaria autorizzazione, sul terreno di gioco dello stadio Romeo Menti (bene pubblico).

Grande imbarazzo per tutti i componenti della coalizione al punto che, nel corso di una chat di confronto tenutasi su whatsapp il giorno dell’Epifania, dopo aver deciso di preparare un documento politico da sottoscrivere da parte di tutti i consiglieri della maggioranza sono emerse alcune defezioni nel merito della condivisione dello scritto che, addirittura, è filtrato all’esterno nelle mani della stampa, la quale svolgendo il proprio ruolo di informazione, ha reso pubblici i nomi degli aventiniani che si erano rifiutati di sottoscriverlo. Futuro Democratico, Grillini e Democratici e Progressisti, avrebbero negato l’adesione al documento fantasma e, a quanto pare, sembra che il ruolo fondamentale, in questa vicenda, sia stato svolto proprio dai 5S che hanno tenuto a sottolineare l’inadeguatezza del PD a governare il processo di compattazione e rilancio dell’iniziativa politica-amministrativa. Ma nonostante l’incedere di questa grave crisi politica, Vicinanza avrebbe comunque deciso di convocare una pubblica assemblea al Supercinema al fine di poter fruire della solidarietà dei propri supporter che, secondo fonti molto accreditate, starebbero lavorando per superare almeno il limite dei “cento” partecipanti. In corso anche l’estremo tentativo di Piero De Luca il quale, in un incontro molto riservato con il sindaco, gli avrebbe riferito: “A ritt papà ca’ ti devi dimettere, biv stu calice amaro e facce vedè si ce putimm fidà e te”. Nel frattempo noi restiamo in paziente attesa dell’evoluzione dei fatti di causa, e per il momento chest’è!

    

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