(Red) – Quando arriva l’Epifania tutte le feste porta via. Almeno così recita un vecchio adagio popolare che in realtà è solo il sinonimo di un’antica e vera saggezza umana ma che, nella ex-Città delle Acque, risulta difficilmente applicabile in relazione alle infuocate polemiche politiche che tormentano ormai la città da almeno due mesi. Polemiche nate, fomentate ed esplose proprio all’interno della coalizione di Csx, del “Supercarrozzone elettorale” costruito da Vicinanza; una coalizione di governo che oggi si ritrova a sbranarsi con efferata ferocia. E tanto senza esclusione di colpi, per una violenta faida intestina tutta interna al PD scoppiata proprio in conseguenza della ricaduta dei “contenuti” dell’operazione della DDA di Napoli contro il clan D’Alessandro. Quello che ha suscitato clamore, più di tutto, è stato l’altalenante comportamento del maduro sindaco stabiese in conseguenza degli atteggiamenti, e alle decisioni, assunti nel corso dello sviluppo della vicenda, proprio man mano che giungevano notizie ed aggiornamenti, nel merito delle posizioni di alcuni politici impegnati direttamente a sostegno della Sua amministrazione. Dalla strenua difesa iniziale dei Consiglieri Comunali coinvolti, qualcuno suo malgrado, alla riperimetrazione dei confini della Sua coalizione con la pubblica “cacciata” dei politici coinvolti, nella direzione di rilanciare il progetto per la costruzione della #GrandeStabia, con il PD al centro del progetto, escludendo almeno 2 delle 13 liste che pure avevano contribuito in maniera decisiva alla sua vittoria. Scelta operata in netta contrapposizione con quanto pubblicamente rivendicato, attraverso un post social il 9 maggio 2024, nel quale chiedeva, “senza veti e preclusioni, un lavoro da svolgere in sinergia tra Forze Politiche e Liste Civiche evitando discriminazioni e settarismi al fine di essere tutti protagonisti nella realizzazione del progetto”, salvo poi, invertendo radicalmente la rotta di ben 180°, sfidare il PD di Ruotolo e Corrado in un duello rusticano che ha determinato uno scenario nel quale paradossalmente, oggi, le civiche (ndr, comprese quelle cacciate dalla coalizione e una componente interna Dem) riprendono a sostenere convintamente Vicinanza mentre i Piddini, a tutti i livelli, preferirebbero le dimissioni immediate del 1° cittadino. Un sottile gioco delle parti, quelle delle componenti di potere interne ai Dem, che poco interessa ai cittadini stabiesi ma che determina una paralisi amministrativa che contribuisce, indubbiamente, a danneggiare la città sotto tutti gli aspetti. Intanto oggi, la città stabiese è ostaggio di un PD alla perenne ricerca di improbabili equilibri interni e, udite udite, resta in attesa del risultato di un confronto tra Vicinanza e Cuccurullo – sindaco di Torre Annunziata – con il segretario regionale DEM De Luca; un confronto che dovrebbe trovare la soluzione politica per l’Amministrazione Comunale stabiese attraverso un improbabile percorso comune. Immaginare che la Città di Castellammare debba pendere dalle labbra del figlio dell’ex-governatore campano e del sindaco di una città viciniori, Cuccurullo, che oggi ospita suo malgrado una Commissione di Accesso inviata, dalla Prefettura di Napoli, per la verifica delle sue attività amministrative in relazione alla presunta sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione dell’Ente, è mortificante. Veramente non sembra proprio il massimo visto che per molto, ma veramente molto, meno l’Amministrazione Cimmino fu sciolta sulla scorta della motivazione del “E’ più probabile che non” quale conseguenza di una presunta omissione di controllo (sic, competente per ruolo il Segretario Comunale) sugli “affidamenti diretti” che, nei quattro anni circa di governo del CDX, rappresentavano circa 1/4 di quelli che sono stati affidati dall’Amministrazione di Vicinanza in appena 18 mesi di governo della città. Nel frattempo, mentre le “tre teste d’uovo” targate PD cercano di individuare il percorso comune per uscire dall’empasse di una lotta di potere interna ai DEM, i TRE RE MAGI, con il loro prezioso carico di oro, incenso e mirra, sono ormai quasi giunti alle porte di Palazzo Farnese. E chest’è!

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